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Wednesday, September 9, 2009

ANTONY AND THE JOHNSONS - The crying light. 2009

(pop/songwriter)

Come inizia la prima traccia di The crying light, Her eyes are underneath the ground, ci ritroviamo subito in un mondo diverso, in un mondo che sembra fatto di tenerezza, ma anche di tristezza, il tutto immerso in una poetica delicatezza. Dove la luce è soffusa e la musica avvolgente. La voce di Antony Hegarty è indescrivibile nella sua bellezza, nella sua dolcezza e nella sua pacatezza, una voce troppo particolare per poter sembrare anche solo, in minima parte, comune. L'ascolto dell'album è un'esperienza che coinvolge interamente, trascina dentro il mondo di Antony, fatto di suoni delicati, di testi tristissimi e sognanti, di melodie che difficilmente stancano, anche dopo tantissimi ascolti. Ed è un deciso passo in avanti e indietro rispetto ai lavori precedenti, è probabilmente il disco più intenso e personale, il disco in cui Antony trova integralmente una dimensione di cantautorialità che negli altri lavori era più nascosta. Difficile non commuoversi nella tristissima Another World, "I need another place will there be peace ?, I need another world, this one's nearly gone", che sembra contenere tanti rimpianti, ma anche una speranza per il futuro. E proprio Another world è uno dei pezzi che rendono straordinario The crying light, insieme alla successiva sognante Daylight and the sun e al meraviglioso gospel Aeon. Un disco assolutamente completo, affascinante oltre ogni aspettativa, coinvolgente come raramente capita e, cosa ancora più bella e sorprendente, assolutamente eclettico.

il meglio. Another world / Daylight and the sun / Epilepsy is dancing / Aeon
il peggio.

9

ARCTIC MONKEYS - Humbug. 2009

(alt/rock)

I Last Shadow Puppets, progetto parallelo di Alex Turner, stanno influenzando decisamente la nuova strada percorsa dal gruppo di Sheffield. Se si pensava che ci sarebbe potuta essere un'influenza contraria, i Monkeys sui Puppets, beh questo non è avvenuto. Con Humbug il gruppo continua la strada parzialmente intrapresa con Favorite Worst Nightmare e questa non può che essere una notizia positiva. Non significa infatti rinnegare quanto fatto con il primo ottimo disco, si tratta di evolversi in una strada che forse non è ancora ben chiara ma che sta iniziando a prendere una sua forma. I pezzi di Humbug sono sicuramente meno ballabili, molto meno immediati e per certi versi più maturi. Gli Arctic Monkeys sono sempre loro, un pò diversi, un pò più grandi, ma per fortuna non ancorati sempre nello stesso album, che poi è un difetto che accomuna tanti, troppi, gruppi moderni.

il meglio. Crying lightning / Dance little liar / The jeweller's hand
il peggio. Pretty visitors

7,5

Tuesday, September 8, 2009

GREEN DAY - 21st century breakdown. 2009

(pop/rock/punk)

I Green Day nascono nel 1987 in California, dalle parti di San Francisco. 21st century breakdown è il loro ottavo album in studio, dopo una carriera in cui non sono mancati i buoni album, le buone idee, testi interessanti. Vorrei far finta che però questo disco non fosse mai uscito oppure sarebbe stato preferibile almeno non venirne a conoscenza, tanto basso è il livello, tanto di bassa qualità sono le idee che lo accompagnano e lo contraddistinguono. Si potrebbe riassumere come la prosecuzione decisamente malriuscita del discreto American Idiot, ricalcato nella struttura delle canzoni, nei suoni, nel suo rock ipermelodico e malinconicamente commerciale. Nessun pezzo si stacca decisamente dal complessivo piattume, pur dovendo comunque riconoscere, almeno qua e là, una certa piacevolezza di fondo. Poco, decisamente troppo poco, però limitarsi a qualche pezzo ascoltabile, The static age, in parte Christian's Inferno e Viva la gloria?. Il resto fondamentalmente è noia ed è già sentito. Ascoltato e dimenticato. Immediatamente.

il meglio. Viva la gloria?
il peggio. Restless heart syndrome / 21 guns

3,5

Monday, September 7, 2009

FRANZ FERDINAND - Tonight. 2009

(indie/rock)

I primi due dischi dei Franz Ferdinand erano ottimi. Con il secondo album erano riusciti a non rovinare quanto di buono era venuto fuori con il primo. Logico era quindi attendersi una terza prova altrettanto riuscita. Peccato che da parte del gruppo scozzese non sia invece venuta fuori nessuna buona idea che innovasse quanto detto con i precedenti lavori. L'album inizia senza alcun acuto per le prime quattro canzoni, cerca di rialzarsi con Twilight Omens, la discreta Bite harder e l'orecchiabilissima Live Alone, che comunque aggiunge molto poco al patrimonio musicale del gruppo. Can't stop feeling, pur nella sua poca originalità e nella banalità del suo testo, è invece un buonissimo pezzo, accattivante e ben costruito. Oltre ciò poco altro, una conclusione abbastanza piacevole del disco, la dance (inutile?) di Lucid dreams, la pacatezza di Dream again e il discreto pezzo acustico che chiude il disco, Katherine kiss me.
Passo indietro o momento di vuoto creativo per il gruppo di Alex Kapranos, non si sa, ma in ogni caso si tratta di un disco molto deludente.

il meglio. Bite hard / Can't stop feeling
il peggio. What she came for

5,5

Thursday, September 3, 2009

PLACEBO - Battle for the sun. 2009

(rock)

Quello che più colpisce è la totale mancanza di qualsiasi originalità e di qualsivoglia rischio. Tutto scorre via, nel più triste anonimato e in una scadente orecchiabilità. L'inizio è mediocre e culmina nel pessimo singolo For what it's worth. Se Devil in details riesce, almeno in parte, a migliorare la situazione, evitando un eccesso di stucchevole melodicità troppo presente nel resto del disco, il resto non si stacca da una serie di pezzi malriusciti, noiosi e infarciti di suoni fatti apposta per un pubblico troppo abituato a un rock talmente melodico da risultare più che altro melenso. I Placebo sono decisamente meglio di questo album, devono però iniziare, almeno loro, a ricordarselo.

il meglio. Devil in details
il peggio. Kitty litter / For what it's worth / Julien

4.5

THE USED - Artwork. 2009

(rock/alternative/emo)

Quarto disco in studio per la band americana e piccolissimo passo avanti rispetto al terzo deludente disco. Difficile però, purtroppo, trovare in Artwork qualcosa di originale. Tutto sa di già sentito e, a tratti, è anche un pò noioso. Qualche pezzo comunque funziona, più per quel che concerne l'orecchiabilità che per altro.

il meglio - On the cross / Sold my soul
il peggio - Kissing you goodbye

4,5